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domenica 4 dicembre 2022, 01:42
29 settembre 2022 Cor
E´ tempo di riflettere nel Centrosinistra dopo la clamorosa batosta elettorale che ha travolto soprattutto il Partito democratico a livello nazionale e regionale. Demos non fa sconti: ecco il documento sul risultato delle elezioni politiche in Sardegna
Demos fa a pezzi il Pd: alleanza chiusa
CAGLIARI - «La sconfitta della sinistra sarda è molto più cocente di quella nazionale perché i sardi hanno scelto ancora una volta la destra nonostante tre anni di giunta Solinas, una delle peggiori nella storia dell’Autonomia sarda. Le responsabilità di questa ennesima “Caporetto elettorale” sono chiare, a partire da quelle del partito Democratico sardo che, con queste elezioni, ha definitivamente perso il ruolo di “guida” del centro sinistra isolano, riferendosi doverosamente all’apparato/dirigenza, ma non alla vasta comunità di elettori e militanti che merita, al contrario, grande rispetto.
In Sardegna non può più essere un partito “guida” quello che ha escluso gli alleati (Demos, Articolo 1, Socialisti, ….), utilizzati come portatori di voti e determinanti nel portare oggi al 19% un PD che nel 2018 era al 15% e nelle regionali 2019 al 13%; anteposto all’unità delle forze di centro sinistra la ripartizione tra correnti interne, le ansie di rielezione degli uscenti e le ambizioni di rientro di chi era uscito nel 2018; protetto il suo apparato nella sicurezza del proporzionale, mandando allo sbaraglio gli altri nei collegi dati per persi; spesso ricevuto un voto privo di entusiasmo, o sofferto per evitare il peggio della destra».

E' dura e tagliente la reprimenda firmata Demos all'indomani della batosta elettorale che ha travolto il partito democratico sardo. Ci sono altre responsabilità che vanno anche oltre il Pd, come l’incapacità della sinistra sarda di unirsi, di dialogare oltre i momenti elettorali, di fare sintesi sui problemi, di tornare nelle periferie, di rappresentare i più fragili siano essi persone (poveri, anziani, migranti, giovani, donne, …) o realtà produttive. Il risultato è che oggi la sinistra sarda è rappresentata da un esiguo numero di parlamentari eletti con una legge elettorale aberrante, funzionale alle nomenclature ed ai tatticismi elettorali, che umilia la democrazia rappresentativa. La peggior legge elettorale di sempre la cui responsabilità non deve essere attribuita a livello locale, ma che in Sardegna è stata utilizzata nel peggior modo possibile! Oltre il deficit di rappresentanza la sinistra sarda deve anche assistere all’ipocrita denuncia dell’astensionismo lanciata proprio dai suoi artefici.

«Per Demos Sardegna l’alleanza dei Democratici e Progressisti con questo Partito Democratico in Sardegna si conclude oggi, fatto salvo l’accordo nazionale, dopo aver fatto il nostro dovere elettorale nonostante tutto per non creare ulteriore disaffezione prima delle elezioni, con l’auspicio di riprendere il dialogo fondato su basi e condizioni totalmente diverse e rinnovate. Si deve aprire ora una nuova fase politica che imponga a tutte le forze democratiche, progressiste, solidali e autonomiste sarde un profondo ripensamento sul metodo di far politica, sul futuro della nostra isola, su come ricostruire un rapporto di fiducia con il corpo sociale, su come meglio rappresentare chi è più svantaggiato e più soffre, che implica lo stare tra le persone in ascolto dei loro bisogni e necessità al di là dei momenti elettorali. Per Democrazia Solidale sconfiggere la destra fiamma-sardo-leghista non è un obiettivo politico, ma un imperativo esistenziale! Ne va del futuro della Sardegna, che non può essere lasciato un solo giorno di più in mani incapaci e irresponsabili».
Demos Sardegna invita quindi tutte le forze politiche della sinistra sarda a sviluppare questa comune riflessione, rendendosi disponibile da subito ad incontrarsi per lavorare alla creazione delle condizioni (che oggi non sussistono) per l’affermazione alle prossime regionali di una forte e credibile nuova alleanza progressista e solidale, capace di rendere la Sardegna un luogo dove ogni persona possa vivere una vita dignitosa, in un ambiente tutelato e risanato, in una società giusta e inclusiva, forti di una Autonomia rinnovata e rivitalizzata.
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