domenica 31 agosto 2025, 01:00
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Dopo un anno nuovo appello per la riapertura della chiesa di san Michele rivolto con una lettera al Vescovo della Diocesi di Alghero e Bosa, padre Mauro Maria Morfino, inviata per conoscenza al sindaco Raimondo Cacciotto e alla Soprintendenza ai Beni culturali per le provincie di Sassari e Nuoro.
San Michele, appello al Vescovo

ALGHERO - Recentemente l’ultimo gesuita ha lasciato la chiesa di San Michele per raggiunti limiti di età e così la comunità gesuitica di Alghero ha dovuto cessare ancora una volta la sua importante opera in città. «Verso tutti i padri che si sono avvicendati nel corso degli anni mostriamo gratitudine e riconoscenza sia per la preziosa opera di apostolato che per la missione educativa e formativa svolta». Inizia così la lettera-appello a firma di Salvatore Scala, Carlo Sechi, Luigi Addis e Sergio Floris del coordinamento Sardenya i Llibertat.
«La festa di san Michele è ormai alle porte ma la chiesa dedicata al santo patrono della nostra città rimane ancora chiusa nonostante la piazzetta omonima sia stata recentemente riqualificata, liberata da gazebo e tavolini, e i lavori di rifacimento della facciata siano stati completati da oltre un anno. Dopo una lunga interruzione, lo scorso anno, è stata ripristinata la processione per le vie della Città Vecchia mentre un nutrito programma di festeggiamenti ha fatto da corollario alle celebrazioni religiose».
«Tuttavia rimane un interrogativo che fedeli e cittadini si pongono che noi raccogliamo in una forma di riflessione pubblica: “Quest’anno potremo contare sulla riapertura della chiesa di san Michele, il 29 settembre, per le celebrazioni della festività del santo patrono e a una apertura al culto di almeno una volta alla settimana? Il Comune di Alghero, le associazioni di volontariato presenti numerose in città e il servizio civile gestito dal Comune medesimo potrebbero fornire un contributo significativo alla Diocesi affinché con una fruttuosa collaborazione tale proposito possa realizzarsi. La chiesa, la cui cupola policroma costituisce uno dei simboli identitari della nostra città, è impreziosita da importanti arredi lignei e opere pittoriche risalenti ai secoli XVII e XVIII, sapientemente restaurati sotto la vigilanza della Soprintendenza ai Beni culturali di Sassari e Nuoro, un motivo in più per fedeli e visitatori di ammirare la bellezza artistica in essa presente».
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