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mercoledì 14 gennaio 2026, 00:06
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Il viaggio, nato da una solida convenzione con l´ateneo cinese, ha permesso ai ragazzi di immergersi in una realtà urbana da 30 milioni di abitanti. Oltre alle lezioni nel campus, il programma ha offerto un tuffo nelle tradizioni: arti marziali, tiro con l´arco e intaglio della carta
Dal Canopoleno alla conquista di Chongqing
SASSARI - Millepiedi fritti nel quartiere di Shibati, cerimonie del tè e sessioni di calligrafia nel cuore tecnologico della Cina. Non è la trama di un film d'avventura, ma il bilancio dello stage linguistico che ha visto protagonisti gli studenti dei Licei del Convito nazionale Canopoleno, reduci da un'intensa esperienza di due settimane presso l’Università di Chongqing.

Il viaggio, nato da una solida convenzione con l'ateneo cinese, ha permesso ai ragazzi di immergersi in una realtà urbana da 30 milioni di abitanti. Accolti con il tradizionale dono delle mele – simbolo di pace nella cultura locale – i liceali sassaresi si sono trasformati in veri "VIP": in una città dove gli occidentali sono ancora una rarità, sono stati spesso fermati dai residenti per foto e curiosità sulle loro origini. L'impatto culturale è passato inevitabilmente per la tavola. Tra i banchi del mercato, i giovani viaggiatori hanno sfidato i propri pregiudizi assaggiando cavallette, larve (definite le più buone) e il celebre hotpot di Chongqing, una pietanza così piccante da mettere alla prova anche i palati più resistenti. "Vivere da universitari" ha significato anche gestire la comunicazione: con un inglese quasi assente in città, i ragazzi hanno dovuto affinare il loro cinese e l'arte dei gesti per orientarsi tra i labirintici scambi della metropolitana e le infinite scalinate delle zone antiche come Ciqikou. Oltre alle lezioni nel campus, il programma ha offerto un tuffo nelle tradizioni: arti marziali, tiro con l'arco e intaglio della carta. Non sono mancati i momenti iconici, come la visita al Centro di Ricerca dei Panda a Chengdu e la crociera notturna sui fiumi Yangtze e Jialing, dove lo skyline di grattacieli a LED si fonde con le architetture classiche.

Nonostante le piccole insidie della salute e la fatica degli spostamenti, gli studenti hanno dimostrato uno spirito di adattamento fuori dal comune. Tornano a casa con una valigia colma di souvenir, bacchette e una nuova consapevolezza internazionale. Un successo reso possibile dalla sinergia tra docenti e famiglie, che apre la strada a future collaborazioni: al Canopoleno si sta già pianificando la prossima partenza.
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