ALGHERO – «Le accuse rese pubbliche dall’assessora
Raffaella Sanna nei confronti del collega di Giunta e di partito Enrico Daga sono di una gravità tale da non poter essere archiviate come una semplice polemica politica interna al Partito Democratico. Secondo quanto riportato da un autorevole organo di stampa, Sanna avrebbe denunciato al sindaco e alla segretaria generale del Comune comportamenti da lei qualificati come aggressioni, offese, maltrattamenti e mobbing politico, chiedendo un intervento dei vertici dell’Amministrazione. Se quanto denunciato dall’assessora Sanna dovesse trovare conferma – sottolineano i gruppi di opposizione di centrodestra – saremmo davanti a un quadro estremamente preoccupante, che potrebbe assumere i contorni di una vera e propria bullizzazione politica e personale, con modalità che non possono trovare alcuna giustificazione nei rapporti tra colleghi di Giunta e, ancor meno, tra rappresentanti della stessa forza politica. Peraltro consumata in pieno svolgimento dei preparativi di una inedita Festa dell’Unità». Dopo Marco Colledanchise, così intervengono Marco Tedde, Michele Pais, Alessandro Cocco, Raffaele Salvatore, Massimiliano Fadda e Giovanna Caria.
«Non spetta a noi stabilire oggi la fondatezza delle accuse. Spetta però al sindaco non voltarsi dall’altra parte. Quando un componente della propria Giunta denuncia pubblicamente comportamenti di questa gravità, il primo cittadino ha il dovere di verificare, ascoltare e intervenire. Non può trincerarsi dietro il silenzio». E c’è un elemento che rende la vicenda ancora più delicata. «Le accuse – proseguono i consiglieri del centrodestra – riguardano una collega di Giunta e di partito, una donna che svolge il proprio incarico con competenza, correttezza e disponibilità. Se dovesse essere confermato che nei suoi confronti sono stati esercitati comportamenti riconducibili a mobbing, intimidazione, vessazione o sistematica delegittimazione, la questione assumerebbe una gravità ancora maggiore, al limite della rilevanza penale. L’assessore Daga – aggiungono – farebbe bene, in attesa che i fatti vengano chiariti, a considerare l’opportunità di un periodo di riflessione sul proprio ruolo e sui propri comportamenti. Perché chi ricopre un incarico pubblico deve essere il primo a garantire rispetto, equilibrio e correttezza nei rapporti istituzionali».
Secondo il centrodestra, inoltre, la vicenda «getta una luce ancora più oscura sull’attività dell’Amministrazione Cacciotto. Da tempo assistiamo a comportamenti, atti e atteggiamenti dell’assessore Daga che hanno suscitato forti perplessità politiche e amministrative. Oggi emergono anche accuse personali e politiche di una gravità inedita. Non è più possibile far finta di nulla». L’opposizione chiede quindi a Cacciotto un intervento immediato e inequivocabile. «Il sindaco deve chiarire quali iniziative intenda assumere davanti alle accuse formalmente rappresentate da una propria assessora. Non è una questione interna al PD. È una questione che riguarda il funzionamento e la credibilità dell’intera Amministrazione comunale. Un Comune occidentale, democratico e moderno – concludono i gruppi di opposizione – non può considerare normale che una componente della Giunta denunci comportamenti che lei stessa qualifica come aggressioni, offese e mobbing politico. Se Cacciotto non interverrà con la necessaria tempestività e autorevolezza, saremo costretti a valutare il coinvolgimento degli altri organismi competenti, affinché sia fatta piena luce su una vicenda che non può essere lasciata cadere nel silenzio» chiudono Marco Tedde, Michele Pais, Alessandro Cocco, Raffaele Salvatore, Massimiliano Fadda e Giovanna Caria.
Nella foto: Raimondo Cacciotto ed Enrico Daga